Reptiles

Rustles in the tall grass

Alcuni toponimi della Valle Pesio richiamano evidentemente la facilità di incontrare rettili e, quelli fra i rettili più temuti dagli escursionisti, i serpenti: basti citare il Vallone di Serpentera, la Gorgia delle Vipere (Mirauda) o il Pian delle Vipere (Vallone di Sestrera). Spesso perseguitati ed eliminati senza tanti complimenti, vipere e colubri occupano uno spazio importante della catena alimentare, in particolare per il controllo che esercitano sulle popolazioni di piccoli roditori. Conoscerli e saperli riconoscere è il primo passo per imparare a non temerli e a rispettarli come tutti gli altri animali.

La vipera comune (Vipera aspis) è presente anche se in modo non così consistente come si pensa. Sono stati osservati esemplari dalle varie colorazioni tipiche di questo rettile. è stata osservata anche nella forma melanica (completamente nera), la sottospecie Vipera atra atra, che raggiunge nelle Alpi Liguri il proprio limite meridionale di distribuzione. L’incremento del numero di contatti con la specie può essere spiegato, non tanto dall’effettivo aumento delle vipere presenti (che non sarebbe giustificato da nessuna motivazione ecologica), quanto dalla maggiore affluenza di visitatori lungo i sentieri: non ci sono più vipere, ma più escursionisti che le incontrano! Essendo la vipera piuttosto territoriale molti avvistamenti si riferiscono inoltre ai medesimi esemplari. È comunque una specie elusiva che preferisce sempre una rapida fuga: dal 1978, anno di istituzione del Parco, non ci sono notizie di morsi a carico dell’uomo!

Spesso confusa con la vipera è la coronella austriaca o colubro liscio (Coronella austriaca), mentre inconfondibile è il biacco (Coluber viridiflavus), dal dorso verde e dal ventre giallo, di cui ci sono segnalazioni fino al Pian del Creus.
Più comune nei pressi dell’acqua è la biscia dal collare (Natrix natrix), con la più rara biscia tassellata (Natrix tessellata), osservata nelle adiacenze del Vallone del Saut al Pian delle Gorre. Anche l’innocuo orbettino (Anguis fragilis), che si nutre di insetti e lombrichi, pur essendo un sauro e quindi completamente diverso (praticamente è una specie di lucertola senza zampe), viene spesso scambiato per una vipera e condannato a letali pestoni o bastonate. In Valle Pesio se ne trovano esemplari di dimensioni record, fino a 53 centimetri. Grazie alla sua ovoviviparità e alla predilezione per temperature relativamente basse se riferite a un rettile (tra 14° e 29°C), l’orbettino può spingersi anche a quote elevate (2100 m).

Sui versanti assolati è diffuso il ramarro (Lacerta viridis), unitamente alla lucertola muraiola (Podarcis muralis), che predilige gli sfasciumi al bordo dei boschi.